Medicina scientifica e Medicina Spirituale

A differenza della medicina scientifica, che focalizza la sua attenzione sull’aspetto fisico, materiale dell’uomo, le “medicine spirituali” partono dal concetto che noi esseri umani siamo composti, per così dire, di una “parte materiale” e di una “parte spirituale”, o, se si preferisce, non-materiale.
Abbiamo quindi a disposizione due tipologie di strumenti per affrontare qualunque tipo di malattia:  gli strumenti della materia e gli strumenti dello spirito.
Ogni essere umano ha il sacrosanto diritto di avvalersi sia degli uni o degli altri, a suo esclusivo giudizio.
L’importante, naturalmente, è essere sempre consapevoli delle proprie scelte.
Posso scegliere di avvalermi solo degli strumenti della materia (i farmaci della medicina ufficiale, o anche le preparazioni erboristiche), ma devo essere consapevole che mi sto imponendo dei limiti.
Posso scegliere di avvalermi solo degli strumenti dello spirito, della non materia (come i rimedi Reiki, i Fiori di Bach, le Tecniche quantiche, la Cristallo Terapia, l'Allineamento Divino, per esempio), ma devo essere consapevole che mi sto imponendo dei limiti.
Posso scegliere di non impormi limiti e decidere di usare entrambi gli strumenti, ma è importante essere consapevoli, e, soprattutto, essere informati degli effetti collaterali e dei tempi di azione degli uni e degli altri.

I farmaci hanno tempi di azione generalmente molto brevi, ma spesso generano effetti collaterali importanti. Dall’altra parte i rimedi spirituali sono privi di effetti collaterali, ma hanno generalmente tempi di azione lunghi, a volte tanto lunghi da non essere assolutamente compatibili con la sopravvivenza stessa del malato.

Tanto per essere chiari: di fronte al politraumatizzato da incidente stradale, o con un infarto in corso, non è certo il caso di limitarsi a trattarlo con le Tecniche energetiche dimenticando di chiamare d’urgenza un’autoambulanza per trasportarlo in ospedale...!
Ma, una volta ricevute le adeguate cure del caso in ospedale, nulla vieta di curarlo anche sul piano eterico con tutte le tecniche che conosciamo e questo non può fare altro che accelerare la sua guarigione.

Dio ci ha donato il buon senso: onoriamo questo dono usandolo!
Aggiungo un’ulteriore osservazione sulla profonda differenza di azione tra farmaci e rimedi spirituali.
Dal punto di visita della “metamedicina”, i farmaci della medicina scientifica (ma anche il bisturi) agiscono sempre e solo su ciò che per le “medicine spirituali” sono soltanto “sintomi”. Quindi, secondo le medicine spirituali, la medicina ufficiale non cura le malattie, ma tratta soltanto i sintomi, per cui le malattie finiscono inevitabilmente per ripresentarsi in una qualche forma. Al contrario, la medicina spirituale cura le cause profonde delle malattie, portando quindi ad una guarigione definitiva.

Per non essere fraintesa, meglio fare un esempio pratico: prendiamo il caso di una
persona che si ammala di polmonite batterica. Ebbene, la medicina scientifica individua il microrganismo responsabile dell’infezione, per esempio il “Diplococcus pneumoniæ”, che considera quindi essere la causa della malattia: somministra un antibiotico specifico per sconfiggere l’infezione e considera di conseguenza tale terapia non come una cura sintomatica, ma causale. Per il medico, passata l’infezione, il paziente è guarito.
Viceversa, per la medicina spirituale la polmonite è soltanto l’indice di uno squilibrio più profondo sul piano eterico spirituale, che si è concretizzato sul piano materiale con quell’insieme di manifestazioni cliniche, di sintomi per l’appunto, tra i quali, assieme alla tosse, alla febbre, eccetera, c’è anche la presenza del microrganismo.

Per la medicina spirituale la malattia è di fatto un segnale che il nostro Sé Superiore, il nostro Spirito, ci manda per farci comprendere che il nostro modo di essere, cioè i nostri pensieri e/o le nostre azioni, non sono allineati con le Sue motivazioni, con ciò che Lui vuole da noi.

L’approccio della medicina spirituale prevede di conseguenza di lavorare per individuare appunto questi squilibri e portarli alla coscienza, a livello consapevole, così che la persona possa intervenire sulle sue abitudini spirituali e materiali, sul suo modo di essere, così da risolvere quegli squilibri e pervenire alla guarigione spirituale in grado di scatenare i meccanismi di autoguarigione che porteranno anche alla guarigione fisica definitiva.

Nel senso che, restando nell’esempio di poc'anzi, non solo non si manifesterà più la polmonite, ma neppure quelle altre malattie che (semplificando di molto) possono essere genericamente associate agli squilibri del 4° chakra.

In altre parole, la malattia ci chiede di cambiare: di cambiare il nostro modo di pensare, il nostro modo di agire, le nostre abitudine; di cambiare noi stessi. E questo è il vero ostacolo alla guarigione: siamo pronti a cambiare qualunque cosa, purché tutto rimanga come prima... Siamo sempre pronti ad accettare il cambiamento, purché siano gli altri a cambiare! Non è così che funziona!

Possiamo cambiare solo noi stessi e dobbiamo cambiare noi stessi, se vogliamo la guarigione.
Tutto ciò, però, può avere tempi lunghi, tanto lunghi che nel frattempo il nostro amico muore di polmonite, senza ottenere quindi né la guarigione fisica, né quella spirituale...
Il buon senso, che per essere tale deve essere capace di andare oltre ogni dogma, scientifico o
spirituale che sia, oltre ogni questione di principio, oltre ogni giudizio precostituito, suggerisce di affrontare la polmonite dell’esempio affidando il paziente al medico per instaurare subito un’adeguata terapia antibiotica e, contemporaneamente, di attuare una terapia spirituale, con tutti i mezzi a nostra disposizione (Reiki, Cristallo terapia, Fiori di Bach, Radionica, Omeopatia, Tecniche energetiche, Allineamento, Reconnective Healing, eccetera) che aiuti il nostro “paziente” a divenire consapevole di quei “blocchi spirituali” che lo hanno portato ad
ammalarsi, pervenendo in questo modo alla vera guarigione.

Certo, può accadere che una volta guarito fisicamente grazie all’antibiotico, il nostro amico se ne vada tranquillo per la sua strada, senza più preoccuparsi di scavare dentro sé stesso per trovare le vere cause dei suoi problemi fisici (della serie “passata la festa, gabbato lu santo”!). Ma questa è una sua libera scelta, che noi, pur non condividendola, dobbiamo comunque accettare. D’altra parte nulla ci vieta di continuare a pregare per lui...

Concludendo, di fronte a patologie particolarmente gravi che possono avere conseguenze anche letali per il paziente in tempi brevi, o che comunque, se trascurate, possono provocare lesioni o deficit permanenti, a mio avviso non è il caso di limitarsi alle terapie spirituali, ma è necessario intervenire tempestivamente coi mezzi e i metodi della medicina scientifica (ringraziando Dio che la medicina scientifica esiste!), affiancati dagli strumenti e dalle tecniche spirituali ed olistiche, per accelerare la guarigione fisica (o anche solo per limitare gli effetti collaterali nocivi dei farmaci:  basti pensare alla chemioterapia) e preparare così la strada alla vera guarigione.
Invece, di fronte a patologie meno gravi e meno urgenti, per le quali sono accettabili anche tempi lunghi, secondo il mio parere è preferibile iniziare con un approccio olistico e spirituale, anche se ciò richiede qualche sacrificio in più, qualche rinuncia extra, un po’ più tolleranza e più spirito di sopportazione (cioè un po’ più di quelle virtù sempre più scarse nella nostra cultura, che vuole tutto e subito con la minor fatica possibile), naturalmente sempre tenendo sotto attento controllo medico l’andamento della malattia.

Molto bello da leggere e tenere in considerazione il libro di Claudia Rainville :" Metamedicina, ogni sintomo un messaggio"